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giovedì 26 giugno 2014

La notte della scuola



Riporto questo pezzo, anche se risale a due anni or sono, perché, chiedendo informazioni (ma non avevo dubbi), la risposta di un’insegnante di scuola materna di mia fiducia è stata: “I tagli sulla scuola sono stati scellerati. Si sopravvive, e sempre sulle spalle dei soliti noti ...”.
Non lasciamo soli gli insegnanti bravi, ce ne sono ancora tanti.

"Ho partecipato a tutte le riunioni organizzative per definire la struttura oraria che permetterà alla nostra scuola di aprire a settembre. Ci viene richiesto di far funzionare questa scuola coprendo 110 ore la settimana di maestre mancanti. Ci viene richiesto di organizzare una scuola primaria attraverso complicati calcoli matematici e non attraverso progetti, programmazioni, metodologie, passione. Nelle riunioni ho vissuto un clima teso, inverosimile, colleghe rabbiose con chi si trova, per puro calcolo matematico, una mezz’ora in più di compresenza, colleghe che si affannano a trovare soluzioni, strategie, incastri per rendere più agevole il proprio orario settimanale, malumori, rancori, recriminazioni, voci alte. Mors tua, vita mea.
Io non ci sto. Dove è finita la scuola della collegialità, della contitolarità, della pari dignità professionale? Questa non è la mia scuola. È la scuola dell'individualismo, del si salvi chi può.