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giovedì 17 luglio 2014

Abusi sui minori: clinica dell’inosservato

 “Sarebbe utile, se non necessario, organizzare convegni pediatrici allargati a tutti gli operatori sanitari, in cui vengano trattate le problematiche riguardanti gli abusi sui minori: aspetti diagnostici e legali”: lo scrive un collega medico, dopo aver letto una notizia che ci pare sconcertante: cioè, ancora oggi, esattamente a distanza di 26 anni dalla fragorosa apertura di Telefono Azzurro, la violenza sul minore rimane un “impensabile”, una cosa a cui la mente si rifiuta di credere, anche per i sanitari.

Raccapriccio: se non se ne accorgono i medici, chi mai dovrebbe accorgersene? Se ne accorgono eccome gli insegnanti, per esempio; i vicini di casa; i genitori dei compagni di scuola. Tutti noi possiamo accorgercene. Ancora come 26 anni fa, la campagna per la segnalazione dell’abuso sul minore è coperta di omertà: una volta “erano fatti di famiglia”; oggi, si ha paura delle reazioni di persone appartenenti a una etnia magari diversa dalla propria; e non sempre le Forze dell’Ordine sono collaboranti, di fronte a una denuncia, tanto è vasto il mare magnum dell’abuso sui minori, tanto è minima la possibilità di aiuto se proprio il caso non è clamoroso, a causa dei continui tagli allo Stato sociale. 
Invece questo problema dovrebbe entrare, e presto, nelle discussioni sulla politica sanitaria: il 10% delle denunce riguarda i minori, e quasi tutte sono legate al maltrattamento a cui sono sottoposti.

lunedì 16 giugno 2014

Maltrattamento al nido. Capitolo 2.

Premesse fisiologiche sullo sviluppo neuro-psicologico del bambino.

Ogni e qualsiasi evento che interviene nella vita di un bimbo durante i primi tre anni di vita – rilevante o non rilevante, positivo o negativo – va a far parte della piattaforma fondamentale da cui si svilupperà tutta la sua vita emozionale, affettiva, mentale, cognitiva e sociale.

L’iter educativo e scolastico di un bambino rappresenta un nodo cruciale all’interno di questo sviluppo, e ha lo scopo di formarlo quale membro attivo e propositivo all’interno della società. Le tappe di tale iter si avvalgono dei programmi pedagogici e scolastici, che sono attivi già alla Scuola Materna. 
Perché il bambino arrivi preparato ad affrontare tali importanti aspetti del suo percorso, è cruciale che nei primi tre anni di vita i suoi genitori, e gli educatori che vengono a contatto con lui, sappiano che l’affettività rappresenta un aspetto fondamentale della crescita, perché nel corso della prima infanzia le tappe dello sviluppo neurologico più fine e le tappe della crescita psicologica sono intimamente correlate, e quindi l’una supporta l’altra. 

martedì 20 maggio 2014

Analisi della genitorialità

Foto di fotocommunity.it
Dal tempo dei maltrattamenti al Nido di cui si è trattato recentemente qui, sono passati tanti anni, e da allora gli allarmi si sono moltiplicati. Ma non si tratta di scuola o di casa: è il mondo degli adulti che sta prendendo a male i bambini.

Ci sono molti indizi. Il primo, naturalmente, è quello segnalato proprio dagli educatori dei Nidi e dagli insegnanti di Scuola materna: i bambini non rispettano alcun limite. Una volta trovavi un discolo ogni 20 bambini, adesso trovi un bambino dal comportamento normale ogni 20. Che cosa è successo negli ultimi 25 anni?
Una volta il bullismo era confinato nelle scuole che servivano sacche sociali degradate. Adesso il bullismo è un evento atteso in ogni singola classe, dalle elementari in su. E, per quanto atteso, ci vogliono sempre ANNI prima che salti fuori e venga preso in considerazione.
Altra cosa allarmante è che nel web si possono reperire molte proposte per recuperare il bullo di turno, certamente un bambino/ragazzo in cui ha messo radici il male più antico del mondo, l’oppressione dell’uomo sull’uomo. Ma non sono riuscita a trovare così facilmente proposte per il recupero della vittima. Lo trovo straordinariamente congruo con un principio che ho in mente da molto tempo: dei bambini non importa nulla a nessuno.

lunedì 19 maggio 2014

Maltrattamento al Nido. Capitolo 1. Premesse.

Nei primi mesi del 2006 venni contattata da un gruppo di genitori che erano alla ricerca di un professionista che potesse accompagnarli in tribunale, attraverso un percorso che si profilava arduo e molto a rischio, perché i bambini erano tutti molto piccoli, al di sotto dei 3 anni, e perché il crimine che era stato perpetrato contro di loro era odioso.
Questi piccoli sono stati i primi a salire sul palcoscenico della cronaca a causa dei pesanti maltrattamenti ricevuti al Nido. Se fossero stati i secondi o oltre, probabilmente il finale sarebbe stato diverso. Ma furono i primi, i media se ne interessarono relativamente, e nel 2011 era addirittura ancora in discussione chi dovesse sostenere la colpa del delitto che li ha visti vittime.

È proprio a causa di questa vergogna che troverete di seguito la storia che li ha coinvolti.

giovedì 28 febbraio 2013

La raccolta dei dati per la perizia

Per avere un quadro completo e incontrovertibile della situazione, vanno ascoltati entrambi i genitori, dando inizialmente spazio ai fatti e alla loro richiesta d’aiuto.


Di ogni bambino è necessario raccogliere la cartella anamnestica completa, secondo i canoni della neuropsichiatria infantile, dando spazio a ogni piccolo evento fisiologico, neurologico e psicologico. Infatti, ogni tappa fisiologica e neurologica rappresenta anche un’esperienza psicologica per il normale bambino in crescita. La raccolta dell’anamnesi fisiologica, con tutte le tappe fino ai due anni (età del NO e completo controllo sfinterico compresi), consente di raccogliere anche i vissuti dei genitori, la cura con cui hanno seguito quello specifico bambino e il modo con cui hanno risolto i problemi che si sono presentati strada facendo. Si tratta di uno dei modi più naturali di entrare in contatto con un aspetto dell’intimità familiare che altrimenti non sarebbe possibile rilevare.

mercoledì 20 febbraio 2013

Maltrattamenti al micro-nido

di Giulia d'Ambrosio

Nei primi mesi del 2006 venni contattata da un gruppo di genitori che erano alla ricerca di un professionista che potesse accompagnarli in tribunale, attraverso un percorso che si profilava arduo e molto a rischio, senza che questo gravasse in modo importante sulle loro finanze.
Quando si accettano incarichi di consulenza di parte, all’interno di un procedimento civile o penale, sono in agguato molti rischi professionali. Per questo le tariffe di solito sono alte. Tuttavia, in questo caso mi sentii di andare incontro a questo gruppo di genitori e ai loro bambini: perché i bambini erano tutti molto piccoli, al di sotto dei 3 anni, e perché il crimine che era stato perpetrato contro di loro era odioso.