“Sarebbe utile, se non necessario, organizzare convegni pediatrici allargati a tutti gli operatori sanitari, in cui vengano trattate le problematiche riguardanti gli abusi sui minori: aspetti diagnostici e legali”: lo scrive un collega medico, dopo aver letto una notizia che ci pare sconcertante: cioè, ancora oggi, esattamente a distanza di 26 anni dalla fragorosa apertura di Telefono Azzurro, la violenza sul minore rimane un “impensabile”, una cosa a cui la mente si rifiuta di credere, anche per i sanitari.
Raccapriccio: se non se ne accorgono i medici, chi mai dovrebbe accorgersene? Se ne accorgono eccome gli insegnanti, per esempio; i vicini di casa; i genitori dei compagni di scuola. Tutti noi possiamo accorgercene. Ancora come 26 anni fa, la campagna per la segnalazione dell’abuso sul minore è coperta di omertà: una volta “erano fatti di famiglia”; oggi, si ha paura delle reazioni di persone appartenenti a una etnia magari diversa dalla propria; e non sempre le Forze dell’Ordine sono collaboranti, di fronte a una denuncia, tanto è vasto il mare magnum dell’abuso sui minori, tanto è minima la possibilità di aiuto se proprio il caso non è clamoroso, a causa dei continui tagli allo Stato sociale.
Invece questo problema dovrebbe entrare, e presto, nelle discussioni sulla politica sanitaria: il 10% delle denunce riguarda i minori, e quasi tutte sono legate al maltrattamento a cui sono sottoposti.




